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domenica 6 dicembre 2009

I festival dei (non) lettori

E' proprio vero che l'Italia è una terra ricca di inventiva. Non sempre però il "talento creativo" suscita il mio entusiasmo, ma bisogna pur prendere atto che certe realtà esistono. L'ultima invenzione, ad esempio, è lo pseudo- festival della letteratura. Ci avete fatto caso? Pullulano dappertutto. Peccato che spesso in questi eventi manchino non solo i libri (chi li ha visti è bravo!) ma addirittura i lettori. E allora capita di dover parlare davanti a un uditorio (o non sarebbe meglio definirlo un branco?) di individui che hanno difficoltà a leggere perfino le scritte sulla lattina della Coca e trovano difficile immaginare che esista qualcosa chiamato "libro". Lo sconforto maggiore viene tuttavia da quegli adulti (docenti? Bah!) che, pur di rappezzare un "evento" (ci sono i finanziamenti del Comune, accidenti... non lo dimentichiamo) scomodano diversi scrittori per poi darli in pasto a un branco di maleducati che:
1. non ha mai letto un libro (figurarsi il tuo)
2. pensa che uno "scrittore" sia una specie di "vù cumprà"
3. ritiene che il massimo dell'intelligenza sia dare sfoggio di maleducazione e di imbecillità.
Il fondo si tocca tuttavia col Dirigente Scolastico (N.B. nè lui nè i suoi docenti si sono presentati o hanno salutato l'ospite da loro stessi invitata) il quale, invece di redarguire gli alunni, inveisce contro la malcapitata che ha osato definire "stupido" un comportamento, a dir poco, incivile.
Peccato che in questa bella Italia dove la "cultura" è ormai quella dell'orto e dove approssimazione e ignoranza fanno da padroni di casa, quel Preside (ma c'era da aspettarselo!) non abbia compreso che sostituire il termine "stupido" con l'espressione"poco intelligente" non era certo una concessione al suo "autorevole" intervento per zittire (oh, cavolo!) la "maleducata scrittrice".
Ebbene sì, alla fine del festival delle rape e della malcreanza, la maleducata... ero io!